
Ho deciso di fermarmi un giorno a riflettere prima di scrivere su quello che abbiamo fatto sabato. Di ponderare, di chiarire. Ma l'entusiasmo e la grandissima soddisfazione non si placano, anzi. Ora dopo ora mi rendo conto che quello che abbiamo fatto in difesa di Gioacchino Genchi è stato qualcosa di grande, enorme, bellissimo. Sabato 28 marzo siamo riusciti a "presidiare" l'Italia. Siamo riusciti ad essere presenti in 25 grandi e piccole città italiane e a far risuonare il nome di Gioacchino Genchi di fronte a quel luogo, la questura, che fino a poco tempo fa era anche la sua "casa". Ora non più, perchè con un decreto di Antonio Manganelli è stato sospeso. Ma noi non abbiamo attaccato il capo della polizia, anzi. Abbiamo manifestato solidarietà anche a lui, alla polizia, coscienti che se non avesse firmato sarebbe stato lui a saltare, e forse lo farà, statene certi. "Noi rispettiamo A. Manganelli ma stiamo con Gioacchino Genchi" faceva un cartello. Abbiamo manifestato con una media di 15 persone per ogni gruppo, con i nostri striscioni, con i nostri tricolore. In alcune città erano una cinquantina. Abbiamo fatto tutto questo con soli tre giorni di preavviso, e solo usando Facebook, senza alcun appoggio o ripresa da parte dei media. Abbiamo fatto tutto questo puntando solo ed esclusivamente sulla nostra forza. Ora provate a pensare cosa avremmo potuto fare con un mese di tempo; e ora provate a pensare a quello che faremo. E' stato un test, superato a pieni voti. E "loro" sono avvertiti. "Loro" non troveranno più gente anestetizzata e incapace di reagire. Ogni qualvolta ce ne sarà bisogno noi ci riorganizzeremo, e torneremo a prenderci i nostri spazi, con i nostri corpi. Abbiamo armi scadenti, non abbiamo uniformi, abbiamo, appunto, solo i nostri corpi. Siamo i nuovi partigiani, e la nostra lotta è una nuova resistenza. Loro, che presto spariranno dai libri di storia, hanno ripulito l'Italia dai nazifascisti. Noi abbiamo un compito ancora più difficile, perchè il nostro nemico non ha insegne, non ha colori. E' subdolo e indegno, e soprattutto impunito. Facebook, la rete sono le nostre montagne, dove ci rifugiamo, dove pianifichiamo per poi tornare a valle e reagire da uomini e donne libere. Io non voglio ringraziarvi. Siamo una squadra, siamo un gruppo, e tra amici i grazie non servono. Dobbiamo tenerci pronti. Sabato ho avuto davvero la percezione che qualcosa stava cambiando. Ho visto mamme, nonne, indignate e stanche. Ho visto gente che si è presa mezza giornata di permesso dal lavoro per esserci. Il simbolo di sabato rimane però Luciana, una nostra amica lucana che ha manifestato da sola, avvolta nella sua bandiera, di fronte alla questura di Matera. Era sola, con i suoi cartelli, ed è rimasta lì fino alle 15. Ecco, il nostro spirito è quello di Luciana, e un giorno, ne sono certo, avremo un nostro 25 aprile.
7 Comments:
Grande Benny!
Avanti così!
SPETTACOLARE!!!
Caro Benny,
io c'ero...ero a Genzano ed ho visto con i miei occhi come tu con la tua semplicità e con il tuo orgoglio di ragazzi onesto e non in vendita ha conquistato l'attenzione e la partecipazione dei ragazzi presenti.
Ho visto come piano, piano le persone si immedesimavano con te, con Sonia e con Salvatore, facendo PROPRIE le vostre terribili esperienze.
Questa è la strada giusta!
Il percorso è lungo e faticoso, ma ce la faremo con il VOSTRO aiuto.
BAci
Grazie caro.. ;-)
Belle parole...rimaniamo vigili e attenti! Loro sono tosti...ma noi non molleremo mai!
Grande Benny,una forte emozione ascoltare i vs interventi in quella sala
Ciao Benny, ti faccio i complimenti per la tua voglia di legalità e l'energia che stai mettendo in campo. Ero anch'io a Genzano, quello in prima fila che filmava con il cellulare, non ti conoscevo, ora ti conosco e sono felice di conoscerti ancora.
Spero di poter organizzare un convegno con te nelle Marche e far conoscere la storia dei tuoi parenti anch'essi EROI.
Grazie ancora e ci vediamo presto
ALEX www.mitutelo.it
Posta un commento
<< Home