venerdì, agosto 22, 2008

Berlusconi, ovvero l'unico che non può citare Giovanni Falcone


21 agosto 2008: “Per la riforma della giustizia mi ispirerò a Falcone. Vogliamo mettere in atto le sue idee”. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano.


1974, Milano. Dal libro “Fratelli d’Italia” di Ferruccio Pinotti. Dalle dichiarazioni di Francesco Di Carlo, ex boss collaboratore di giustizia. Stando agli atti del processo Dell’Utri, nel 1974 Silvio Berlusconi ebbe contatti proprio con Stefano Bontate e con altri esponenti di Cosa Nostra: l’incontro sarebbe avvenuto a causa delle minacce di rapimento di cui Silvio Berlusconi e la sua famiglia erano oggetto. Scrivono i magistrati: “Di Carlo riferisce di aver partecipato personalmente ad un incontro a Milano, in Foro Bonaparte, sede della Edilnord di Berlusconi. Incontro cui parteciparono anche Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Marcello Dell’Utri e Gaetano Cinà. Di Carlo: Siamo entrati e a venirci incontro è stato proprio Marcello Dell’Utri, che io conoscevo. E’ una persona bassina. Ci ha salutati, una stretta di mano, con Tanino (Cinà, ex medico di Totò Riina, condannato a nove anni assieme a Dell’Utri per mafia) si è baciato, con gli altri si, con me no. Tra di loro si davano del tu. Siamo entrati in una grande stanza e c’era una scrivania. C’era qualche divano per sedersi, delle sedie. Ci siamo seduti là. Dopo un quarto d’ora è spuntato questo signore sui 30 anni, 30 e rotti anni, e ci hanno presentato il dottore Berlusconi…”. Pm: “Ricorda chi faceva le presentazioni?”. Di Carlo: “Dell’Utri, ma Berlusconi conosceva già Gaetano Cinà”. […] Dell’Utri era con un vestito blu, giacca e cravatta. Il dottore Berlusconi non era quello di adesso, senza capelli. Aveva i capelli, era un castano chiaro, aveva una camicia sotto e un maglioncino a girocollo e un jeans, un pantalone sportivo comunque. Abbiamo scherzato di questo con Bontate e Teresi dopo. Ovvero il fatto che abbiamo passato un'ora a prepararci, come le donne quando si truccano, e quello è venuto in jeans e maglioncino” . Dopo i convenevoli, si passa al tema dell’incontro. Racconta Di Carlo: “Sono andati nel discorso della garanzia perché Berlusconi era preoccupato. […] Stefano Bontate gli fece raccontare la situazione. Lui disse che aveva dei bambini, dei familiari, che non stava tranquillo, che avrebbe voluto una garanzia. Berlusconi disse: “Marcello mi ha detto che lei è una persona che può garantirmi questo ed altro”. Allora Stefano, modesto, rispose: “No, io sa… però lei può stare tranquillo, se lo dico io può stare tranquillo. Lei avrà persone molto vicine, che qualsiasi cosa chiede sarà fatta. Poi ha Marcello qua vicino e per qualsiasi cosa si rivolga a lui”. Disse che oltre a Marcello gli mandava qualcuno, una persona molto vicina a loro. Disse: “In ogni caso Marcello può garantire perché è una persona molto vicina a noialtri”. Pm: “Poi avete discusso della persona fidata da mandare a Berlusconi?”. Di Carlo “Non mi ricordo se già c’era andato Mangano. Quando ne parlammo Teresi disse: “Ma c’è già Vittorio, perché questo Vittorio è amico di Dell’Utri. Per quello che deve fare va bene Mangano, perché in Cosa Nostra non è la presenza che conta, c’è Cosa Nostra che protegge, basta che si sappia che uno è protetto da Cosa Nostra e può stare tranquillo”. Poi Bontate chiede a Berlusconi il motivo per il quale non venga ad investire in Sicilia, e il futuro premier risponde: “Ma come, con i meridionali e i siciliani (in quegli anni a Milano erano siciliani e calabresi protagonisti dei sequestri) ho problemi e debbo venire là?”. Di Carlo conclude: “Berlusconi alla fine ci ha detto che era pure a disposizione per qualsiasi cosa. E “a disposizione” non so se per i milanesi abbia un senso differente che per i siciliani – perché noialtri, quando ci dicono “a disposizione”, in Cosa Nostra, si deve essere disponibili a tutto”.

11 Comments:

Anonymous Anonimo said...

"Questa istituzione (la mafia) non è la vergogna dell'isola, ma è la vergogna del governo che la mantiene" on.Le Giuseppe De Felice (dal discorso tenuto alla Camera dei Deputati il 23 novembre 1899).Se è vero , com'è vero , che la principale forza della mafia stà nel traffico della droga, perchè non si inonda tutta  l'italia di manifesti che dicono CHI SI DROGA, AIUTA LA mafia; e soprattutto , perchè non si sono inasprite le pene per gli spacciatori di droga?Nei paesi dove si fà commercio di droga , gli spacciatori sono passibili fino alla pena di morte, o dell'ergastolo, o comunque di lunghe e pesanti pene detentive : perchè in italia , pena di mortea parte, non si aumentano massicciamente le pene detentive per gli spacciatori di droga?Per battere seriamente la mafia non bastano nè i maxi processi ,  nè gli arresti,  nè le vane e redditizie ciance dei mafiologi:  ci vogliono fatti decisivi che non si potranno mai realizzare, se non ci sarà la ferma volontà di tutti i partiti, per romperla una buona volta con la mafia.Almaxi processo di Palermo , udienza del 14 aprile 1986, quando il Presidente Alfonso Giordano chiese all'imputato Salvatore Contorno di fare i nomi degli uomini politici sui quali convergevano i voti della mafia, il Contorno, che pure aveva fatto tante preziose rivelazioni, disse che " era spiacente di non potere accontentare il signor Presidente, perchè non ne ricordava nessuno".In questa amnesia , completa e assoluta perchè voluta , la mafia RIVELA IL SEGRETO DELLA SUA POTENZA, dimostrando che, ancora una volta, l'intima collusione tra le classi dirigenti e la delinquenza organizzata, è IL PILASTRO PIU' SOLIDO DELLA FORZA E DELLA VITALITA' DELLA MAFIA.berlusconi, dell'utri & company spa non hanno il diritto di nominare neanche i nomi di Falcone e Borsellino poichè a loro è consentito soltanto dire che Mangano il pluriomicida della mafia era un eroe.Maria Luisa Greco 

8/22/2008 2:29 PM  
Anonymous Anonimo said...

berlusconi vergognati sappiamo tutti chi sei veramente, da dove vieni , quello che hai fatto, tu con la tua signora MAFIASET

8/22/2008 2:33 PM  
Anonymous Anonimo said...

non dimentichiamo mai l'ultima intervista a Paolo Borsellino, grande uomo e giudice, i cavalli di Mangano, lo stalliere di Arcore, le partite di droga, cazzo puo' essereche la gente è cosi' ottusa , come si è potuto mandare al governo un uomo con il suo torbido passato, pieno di ombre ma non solo, cazzo ma come cazzo si puo' , altro che paese delle banaen, questo è un paese di idioti

8/22/2008 2:37 PM  
Anonymous Anonimo said...

La mafia è cambiata da molti anni, non ha più la coppola e nemmeno il cappello. Si sa, che da molti anni, il primo dittatore capomafia d’Italia, è proprio Silvio Berlusconi. Ci vuole tanto a capirlo!
E’ un uomo che purtroppo ha diviso il Paese. Dagli anni Settanta a oggi, ha incominciato a costruire il suo mausoleo di Arcore, fino ai giorni attuali, lui è diventato sempre più potente, il capo, che vuole essere seppellito come un faraone, con il seguito dei suoi amici politici, che gli hanno giurato fedeltà e fargli da corona fino alla morte. La cosa strana a questo punto, è proprio la Lega, che un tempo gridava: “Berlusconi mafioso! Che ci fa adesso in mezzo a queste ricchezze, ottenuto con lo sconvolgimento del parlamento e del sistema politico, dopo che ha apprezzato con gusto la saponetta di “Mani pulite”, e poi l’opera d’arte presentata, come “Basic Art”, con il grasso asportato dal Presidente Nano, nel corso delle sue tante operazioni di lifting.
È stato veramente un abile Duce del nuovo millennio. Uno sfruttatore, che ha avuto solo un unico scopo: “Arricchirsi sempre di più”.
Il Berlusconi-imprenditore tra le file della mafia siciliana, che ha manovrato economicamente cosche più influenti della mafia. Gli bastava fare jogging mattutino insieme al Senatore Marcello Dell’Utri, Gianni Letta e Cesare Previti, e poi avere rapporti con Totò Riina, Luciano Liggio, Stefano Bontade e Vittorio Mangano (che per anni lavorò come stalliere nella villa di Arcore) per creare un’azienda pubblica televisiva trasformata in pochi mesi e tanto altro ancora di Colossale.
Poi ci mancava il suo carosello con la bandana, con le corna ricevute e ricambiate, mentre parlava con George Bush in un elegantissimo e carissimo vestito. E via via, il capitalismo e le sue degenerazioni, il denaro e le sue vanità, la mafia e le sue trasformazioni cui lui si è prestato, per diventare sempre più autorevole.
Fatti concreti di un’Italia, che si può definire: “Il Paese delle banane”.

8/22/2008 4:37 PM  
Anonymous Anonimo said...

Il primo mafioso d'Italia si chiama Silvio Berlusconi...

8/22/2008 6:07 PM  
Anonymous Anonimo said...

Ciao Benny,

Grazie di questo importante documento, l'ho riportato sul mio blog:
http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2008/08/22/incontri-al-vertice/

Ho aggiunto una serie di domande che mi sono posto:

1. Perchè il boss dei boss di Cosa Nostra ritiene tanto importante il fatto di doversi recare personalmente a Milano per discutere con l’allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi?

2. Quali importanti interessi legano i due personaggi, tanto importanti da non poter essere delegati ad uno degli uomini di fiducia del capo dei capi, ma richedevano il suo personale intervento?

3. Perchè il capo dei capi e i suoi uomini di fiducia si preparano con cura ["...abbiamo passato un'ora a prepararci, come le donne quando si truccano..."] all’incontro con Silvio Berlusconi? Chi è veramente Silvio Berlusconi se un uomo sanguinario come bontate lo tiene in così grande rispetto?

4. Di quali garanzie aveva bisogno Berlusconi dal capo di cosa nostra? E perchè?

5. Bontate disse a Berlusconi: “qualsiasi cosa chiede sarà fatta”. Che cosa rappresentava Berlusconi per avere una tale disponibilità da parte del capo di Cosa Nostra?

6. Com’è stato possibile che Marcello Dell’Utri, che secondo la ricostruzione è uomo di fiducia di Stefano Bontate è poi diventato l’organizzatore del principale partito di governo e uno dei politici più influenti d’Italia.

7. Perchè capo di Cosa Nostra dice che Silvio berlusconi “…è protetto da Cosa Nostra e può stare tranquillo…“?

8. Cosa intendeva Berlusconi quando diceva al capo di Cosa Nostra che era “a disposizione per qualsiasi cosa“?

Massimo

8/22/2008 11:46 PM  
Anonymous Francesca said...

Berlusconi che nomina Falcone,è ABOMINEVOLE! Ma come si permette di nominare "Falcone",COME SI PERMETTE DI METTERE IN BOCCA A FALCONE (che non può più ribattere) PROGETTI CHE LA P2 VOLEVA METTERE IN ATTO SPACCIANDOLI PER UNA COSA CHE DISSE FALCONE? Quella bestia strumentalizza qualunque cosa, MODIFICA QUALUNQUE VERITA' FACENDOLA DIVENTARE UNA BUGIA PER IL SUO FAVORE PERSONALE.E' arrivato addirittura a nominare il nobile Falcone, ma si vergogni!
E la gente crede alle sue bugie perchè abbiamo dei giornalisti, criminali quanto lui nel gettare le basi per un regime, che non dicono nei loro telegiornali quello che andrebbe detto: "Signori e signore apriamo il nostro telegiornale per smentire il nostro Premier che, probabilmente in preda ad un abbaglio, ha annunciato che anche Falcone voleva la separazione delle carriere come lui. Doverosamente ricordiamo a questo proposito che il nostro attuale Premier ha un'allergia storica verso giudici, magistrati e chiunque si batta per la legalità, che ha riconfermato nel suo Governo il mafioso Dell'Utri e che ha mantenuto un mafioso che si spacciava per uno stalliere nella sua casa. Non contento gridò anche "Mangano è un eroe!". E' evidente che la stanchezza dovuta a questi intensi primi giorni di Governo, passati a farsi leggi ad personam, o qualche problema di memoria sommato ad un'allucinazione dovuta al sole intenso di questi giorni, hanno fatto sì che dalla sua bocca uscissero queste bestemmie. Non volendo credere che, anche questa volta, abbia voluto raccontarci una balla spacciandola per vera, ci aspettiamo una rapida smentita da lui e da tutta la maggioranza di Governo".

8/23/2008 6:23 PM  
Blogger Adduso said...

I magistrati devono continuare ad essere nominati solo per concorso ... ma ...

Esprimo un modestissimo parere.

Ci sono notoriamente interi distretti giudiziari che visibilmente, tranne per chi non può o vuole vedere, sono in mano a vere e proprie organizzazioni (senza generalizzare) di magistrati, avvocati, consulenti, baroni universitari, politici, parenti, amici e compari, i quali tutti insieme gestiscono il loro distretto come “cosa loro”. Questi “sistemi” sono a detta di tutti pressoché “intoccabili”, poiché poi è chiaramente innaturale e pure umanamente irrazionale che a dovere indagare e giudicare queste, chiamiamole per comodità ... “logge”, dovrebbero essere altri “colleghi” in quanto, almeno personalmente, non credo agli “inviati di dio sulla terra”.

Invece sulla riforma della giustizia sarei d’accordo solo su tre aspetti. Primo, con le obbligate e civili garanzie, velocizzare le procedure processuali, perché la giustizia di oggi assomiglia ad un “obitorio”. Secondo, dividere le carriere tra inquirenti e giudicanti ma a condizione che si crei una figura di super-PM-specializzato inquirente e requirente. Terzo, che non avvenga mai e poi mai che ad esempio i PM siano eletti dalla politica, ma nominati solo ed esclusivamente attraverso concorsi seri e ferrei, come chiunque entri nello Stato, ed anzi, ma questo dovrebbe valere per tutte, dico tutte le cariche medio e alte dello Stato (e non vessare lo sportellista da 800-1200 euro al mese), si dovrebbe sottoporre ogni sei-sette anni circa, tutti, dico tutti, persino “i 4 del lodo Alfano”, ad un test attitudinale e psichico.

Poi se dovesse essere definitivamente consentito il cosiddetto federalismo fiscale, che invece, sempre a mio modesto avviso, ha il sapore di un “federalismo mafioso”, in cui governatori regionali, presidenti di provincia, sindaci, la politica nativa, la magistratura di distretto, i baroni provinciali, la locale polizia, ecc. possono decidere e fare ciò che vogliono nel proprio “feudo”, allora è evidente che noi italiani ci siamo bevuti anche l’ultima parte di cervello indipendente rimastaci …

8/24/2008 5:37 PM  
Blogger Benny Calasanzio said...

Oggi Beppe Grillo ha pubblicato un articolo simile al mio sul mio blog. E' davvero bello, date un'occhiata

8/24/2008 5:38 PM  
Anonymous Anonimo said...

Io mi chiedo perchè nessun giornalista abbia chiesto a B. "ma cosa dice? è matto?", ma naturalmente è una domanda retorica.
gemma

8/25/2008 8:06 AM  
Anonymous chiara c. said...

viviamo in una società corrotta...molto spesso mi sono chiesta perchè la mafia non sia stata debellata...ma giorno dopo giorno ariva la risposta...la mafia non può essere distrutta dallo stato...se all interno di esso ci sono molti mafiosi..prima ero molto ottimista pensavo che la mafia fosse solo in sicilia ...che riguardasse il mio mondo...che la mafia uccideva soltanto...che non aveva niente a che fare con la politica..la mafia erano solo persone senza scrupoli che per ottenere ciò che volevano uccidendo..immaginavo la mafia come uomini su una moto che con una pistola uccidevano tutti coloro che si mettevano contro di essa..crescendo...ascoltando la tv ,leggendo i giornali mi sono resa conto che ormai la mafia si era ampliata in tutta italia...si erano creati legami tra mafia e politica saldi che non potevano essere più rotti.Quando presidente della regione sicilia diventano un cuffaro o un lombardo vuol dire che siamo ormai al fondo..non c'è più speranza,..allora si pensa bè coraggio solo qui funziona così..alzi gli occhi verso lo stato e chi ci trovi??berlusconi..a questo punto non ci sono più speranze...giustizia speranza spariscono

8/25/2008 3:36 PM  

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