Per Beppe nella città della latitanza perpetua
Non so come iniziare a raccontarvi la giornata di ieri dedicata a Beppe Alfano, a Barcellona Pozzo di Gotto. Sono sempre stato abituato a scrivere di cose che non vanno, di schifezze politiche, di corrotti e di corruttori. E scopro che non sono più capace di raccontare le cose belle, le emozioni che certe frasi, certi sguardi suscitano. E' orrendo ma è così. A qualcuno sembrerà molto banale, quindi, il mio linguaggio. Ma io voglio raccontare ieri così come l'ho vissuto e così come riesco ad esprimerlo. Come un ritorno alla vita, uno slancio vitale, una giornata che tutto era tranne che la commemorazione di un morto, di un seppellito. E' stato un giorno di verità, di rivendicazione, di accuse dirette e circostanziate, di proposte. Una giornata organizzata dalla famiglia Alfano, da Sonia, che da Beppe ha ereditato il coraggio di andare controcorrente e di non abbattersi mai, direi che ha ereditato le palle se ciò non fosse contro natura. Sonia è una guerriera pacifica. Da Chicco, il secondogenito di Beppe, un ragazzo veramente intelligente e con un affetto verso il padre che impressiona. Da Fulvio, il più piccolo ma non meno impegnato anima e corpo nella lotta senza quartiere alla mafia e nel difendere la memoria del padre, soggetta a revisioni e amnesie quotidiane. Dalla madre di Sonia, Mimma, una piccola donna che riuscirebbe a dirigere un esercito di 10.000 uomini. Una squadra perfetta capace di mettere in piedi una manifestazione che in termini numerici ha coinvolto nell'intera giornata almeno duemila persone. Al palazzetto dello sport, prima tappa della giornata, non doveva esserci nessuno. I presidi degli istituti scolastici non avevano concesso ai ragazzi di partecipare alla giornata perchè avevano già perso tanti giorni di scuola. Ne avrebbero perso un altro, secondo loro. Perchè quei ragazzi sono dei coglioni, non avrebbero capito nulla e sarebbero andati lì solo per fare vacanza e non per ricordare Beppe Alfano. Questo il senso. Avrebbero concesso solo qualche classe. Purtroppo alcuni ragazzi hanno sentito le parole degli “educatori” mentre parlavano ad una Sonia incredula e mortificata; si sono organizzati con il passaparola e si sono assentati in massa. Tiè! Fidatevi, i presidi saranno capaci anche di prendere qualche provvedimento. Il palazzetto alle 10 è completamente pieno. Noi siamo seduti dietro un tavolo, e di fronte abbiamo questi mille ragazzi, di tutte le età, raccolti in un silenzio davvero certosino. Così tanti forse non li aspettavano nemmeno gli Alfano. A rompere il ghiaccio è stato un bambino che ha cantato la canzone di Fabrizio Moro, Pensa. I primi brividi. Dopo è stata la volta di Luigi Ciotti, un uomo che la Chiesa dovrebbe ogni giorno ringraziare, se c'è gente che ancora crede in essa. Poi è stata una cascata di testimonianze, di familiari di vittime della mafia. Abbiamo raccontato a quei ragazzi le storie di Giuseppe e Paolo Borsellino (zio e nonno), dell'agente Nino Agostino, del dott. Attilio Manca, della piccola Graziella Campagna, del giudice Borsellino. Il colpo basso, intenso ed inaspettato è arrivato verso la fine, con lo spettacolo teatrale di Aldo Rapè, giovane attore siciliano: “Ad un passo dal cielo (Viva la mafia)”. Caro Aldo, un po' ti odio perchè sei riuscito a farmi commuovere, come tutti del resto (è un alibi), raccontando la storia di un bambino, di trent'anni, che a dodici perde i genitori, davanti ai propri occhi, per mano della mafia. Da allora si costruisce un mondo tutto suo, ad un passo dal cielo. Non provo ad andare oltre. Bisogna solo vederlo. Parole perfette e belle come le lame delle migliori spade, quelle di Salvatore Borsellino, ormai divenuto simbolo di questa "rivoluzione" nera (incazzata). Beppe Fiorello. C'era anche lui. Avete presente gli attori del cinema? Sempre sfuggenti, attaccati ai telefonini, sboroni fino alla morte? Beppe Fiorello è proprio l'opposto. Beppe è il protagonista de “La vita rubata”, la fiction Rai che andrà in onda martedi 24 febbraio, ricostruisce la storia di Graziella Campagna, giustiziata dalla mafia perchè aveva trovato l'agendina del boss Alberti nella giacca che il boss aveva portato alla lavanderia in cui la ragazza lavorava. Beppe però sarà anche Beppe Alfano. Lo ha annunciato ieri. Ci sarà un film che farà luce su un giornalista che per tanti è stato ucciso per donne, per gioco, perchè ci provava con le sue alunne, perchè era un poco di buono. Ho conosciuto Piero, il fratello di Graziella (intepretato proprio da Beppe nel film), un carabiniere che praticamente da solo ha portato luce sull'orrenda fine della sorella. Nel pomeriggio, dopo la messa officiata da Luigi, teatro dei Salesiani stracolmo di gente per il dibattito. Che altro dire? Ieri è stato un giorno molto particolare. Mi sentivo a casa, ci conoscevamo da poco ma già c'era un'alchimia, un rapporto confidenziale intrinseco con tutti. C'era Aldo Pecora, di Ammazzatecitutti, e Rosanna Scopelliti, la presidentessa della fondazione omonima. A proposito di Aldo. Prima pensavo che uno che la mafia non l'avesse subita non avrebbe potuto raccontarla. Come poteva fare? Era chiaro... non poteva. Non mi ero mai chiesto cosa costava però impegnarsi, ad uno che tuttavia non doveva difendere nessuna memoria, nessun familiare. Costa quello che costa per me e per tutti gli altri in prima linea: la faccia, il corpo, l'anima. Ora ho capito. E ho capito anche che persone come Pecora, che si è buttato a capofitto in questa lotta, rappresentano una “non-scusa” per tutti gli altri “civili”: non ci sono alibi, bisogna impegnarsi, tutti, adesso. Porto nel cuore la giornata di ieri, convinto di aver trovato una squadra troppo forte, convinto che a temere questa reazione a catena non deve essere solo la mafia, ma anche una certa poltica che verrà spazzata via da quel profumo che ieri Salvatore citava, quello della primavera delle libertà.



5 Comments:
Ragazzi quello state costruendo è splendido. E' un peccato non aver aver potuto assaporare quei momenti. Ma lo sento , lo sento pure io questo profumo. E si fa sempre piu' intenso. Una squadra eccezionale. Vi voglio bene e sono con voi.
diego
bravo Benny, hai tutto il mio sostegno. Avanti così.
anch io ti ho conosciuto ieri ,sono amazzone 57ho provato le tue stesse emozioni sono venuta apposta da messina periferia e mi sono presentata a te cerca di ricordare.Non sono riuscita a sentire Travaglio ma so che il 30 gennaio sarà ad Acireale questa volta non mancherò,è stato bellissimo grazie anche a te perchè è grazie al tuo invito che mi sento più ricca dentro.A presto Amazzone 57
Cara Amazzone,
mi ricordo molto bene di te! Raccontavo a Salvatore Borsellino proprio questo, di com'è bello esserci incontrati grazie a questo blog, di aver condiviso delle emozioni pur non essendoci mai visti prima. Per me questo è bellissimo! Sono sicuro che ci rivedremo!
Io dalla giornata, ahimè, ho avuto la sensazione opposta. Non ho partecipato all' incontro al palasport. Mi era impossibile arrivare a barcellona di mattina ma ho seguito il dibattito del pomeriggio. Noi siamo li a parlarne da anni, ad incazzarci, a commuoverci, ad essere straziati dal dolore ogni volta che qualcuno dei migliori uomini che questa nazione abbia mai posseduto viene ucciso, ma tutto sembra restare tale. Dopo il botto della prima repubblica, con tangentopoli, ci si sarebbe aspettati un nuovo corso che, in parte, c'è stato. Adesso tutto è ripiombato nella stessa identica fanghiglia di prima. Non si uccide più ma si estromettono i giudici "pacificamente" dai loro processi e si salvano i mafiosi con leggi ad hoc. Io aspetto solo "il botto" di questa seconda repubblica ma non so se avverrà mai, se si riuscirà mai a rivoluzionare la situazione attuale. La mia sfiducia, che non è nè disillusione nè rassegnazione ma solo lucida analisi, non è chiaramente un alibi per disinteressarmi del mio paese, della città in cui vivo e di me stesso. Per concludere diciamo che provo a fare tutto quel che si può e se non riesco a cambiare il mondo esterno cambio il mio di mondo. Se il resto del mondo è corrotto io lo cambio sulla mia persona, non abbassando mai la testa. costi quel costi.
Ti ho visto alla commemorazione, ero proprio davanti a te.
Salvatore Borsellino è un grande. E' la persona più lucida, obiettiva e concisa nei suoi discorsi ch' io conosca.
Nicolò
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