venerdì, luglio 27, 2007

I DS siciliani rispondono: "Amicizie mafiose? Non sono collusioni


Gentile signor Calasanzio,

Non ho potuto resistere alla tentazione di rispondere alla sua mail. Le confesso che ho riflettuto a lungo se valeva o no la pena di farlo. La sua ipocrisia, però, mi ha spinto a rompere gli indugi: alla fine della sua lettera ha l'impudenza di affermare che "non traggo conclusioni e non esprimo opinioni personali". Basterebbe questo per definire il pensiero di uno "studente siciliano amante della libertà, della legalità, della giustizia" che pecca, però, di un moralismo sommario e giustizialista. Conosco bene Angelo Capodicasa e Mirello Crisafulli, per dirle che le "frequentazioni" di cui lei parla, mettendole alla stessa stregua di quelle dell'on. Cuffaro, che, sinceramente, mi sembrano di ben altra consistenza, non sono certo riconducibili a "collusioni" con la mafia. Per chi fa politica in Sicilia e, per questo, parla con migliaia di persone, incontrare qualcuno che possa rivelarsi affiliato a cosa nostra è cosa tutt'altro che improbabile. Non esiste, caro signor Calasanzio, un "albo" pubblico degli affiliati a cosa nostra che consenta di poter escludere dai propri incontri tali soggetti. Esiste anche la possibilità, che lei non contempla, che si possa ignorare che la persona con la quale si parla, condivida interessi e legami con la mafia. E' il caso dell'ing. Montalbano cui lei fa riferimento. Posso assicurarle che nè l'on. Capodicasa, nè tanti altri con il quale il Montalbano intratteneva rapporti, avessero il minimo sospetto che questi potesse rivelarsi, come poi si è rivelato, fiduciario di Totò Riina. Tanto per farle un esempio, durante il tour elettorale nella prima sfida con Berlusconi, lo stesso Prodi partecipò ad un incontro con tutti i dirigenti della provincia, che si svolse, legga bene, proprio a Torre Macauda. Anche qui, posso assicurarle che nessuno, ripeto nessuno dei patecipanti a quell'incontro, si pose alcun problema in merito, proprio perchè nessuno aveva il sospetto di cosa si celasse dietro l'apparenza di onesto imprenditore dell'ing. Montalbano. Si figuri che persino Legambiente Sicilia, che non mi pare possa essere considerata "area grigia", accettò, sempre in quel periodo una consistente sponsorizzazione dall'Hotel Torre Macauda, per un ciclo di trasmissioni televisive su un'emittente locale. In ogni caso farebbe bene bene a distinguere i politici che condividono interessi e obiettivi comuni con la criminalità organizzata, da quelli la cui storia è testimone di un impegno continuo e costante contro la Mafia. Il fatto che la magistratura abbia accuratamente vagliato gli episodi a cui lei si riferisce non trovando elementi utili neanche per un'incirminazione o un rinvio a giudizio, non significa per lei nulla? Mi permetta di osservare che il suo concetto di moralità, legalità e trasparenza mi fa un pò paura: è lo stesso atteggiamento per cui, non molto tempo addietro, bastava un semplice sospetto per mandare alla ghigliottina chiunque risultasse scomodo o ingombrante. Per fortuna viviamo in uno stato di diritto e la "questione morale", cui lei fa riferimento, riguarda anche chi si sente in dirittto di lanciare accuse più o meno fondate su personalità che con la mafia non hanno nulla a che spartire. Crisafulli e Capodicasa avranno anche responsabilità politiche e possono anche aver commesso errori, ma, allo stato attuale, non vi è alcun elemento fondato che possa portare ad esprimere un giudizio negativo sulla loro moralità o sulla loro trasparenza. Non conosco le sue idee politiche, anche se ho la sensazione che lei non sia, come vuol far credere "super partes" o disinteressato, ma mi auguro che, in futuro, possa riflettere meglio, prima di inoltrarsi in giaculatorie così gravi come quella che ci ha inviato e che ha inviato al Presidente del Consiglio. Per quanto cordialmente possibile,

Enzo Napoli
Responsabile organizazione DS Sicilia.

Gentile Sig. Enzo Napoli,

l'unica cosa grave di questa vicenda sono le sue parole, perchè sono quelle di un responsabile di partito e non di uno qualunque. E se la mia ipocrisia è palpabile già dalle prime righe, opinione perfettamente legittima, il fatto che lei debutti esprimendo stima e solidarietà oltre che per il viceministro Capodicasa, anche per Mirello Crisafulli, chiarisce tutto e pesa di gran lunga più di un mio eventuale difetto caratteriale. Io non ne andrei molto fiero di certe conoscenze, e per fortuna anche qualche esponente catanese del suo partito la pensa come me. Forse dopo queste esternazioni dovrà dare delle spiegazioni ai suoi elettori e, spero, ai suoi “superiori”. Lei ha affermato che non si può chiamare collusione il rapporto che Crisafulli intratteneva con il boss. Ma a distinguerci e a lasciarmi sbigottito, e la sua missiva me lo conferma, è il concetto di legalità: siamo su due pianeti diversi, su due mondi che mai potranno conoscersi ed esplorarsi. Quello che per lei, per voi a quanto ho capito, è normale, per me è inaccettabile. Io peccherei di moralismo sommario? Per quello che possa voler dire una simile espressione, non mi pare proprio: sono stato preciso e diretto, ho fatto nomi e cognomi e ho citato fatti e numeri. Non sono un filosofo, né un moralizzatore. Sono, le ripeto, un’amante della legalità, zelante di legalità. Al posto di sommario direi chirurgico visto che non ho lesinato particolari. Sarei anche giustizialista: si è mai chiesto cosa voglia dire questo termine? Oggi se ne abusa un pò troppo. Se lei intende una persona che chiede pene certe per reati accertati, una persona che pretende immensa distanza tra istituzioni e uomini collusi con la mafia, se intende una persona che non accetta compromessi e non abbassa la testa in virtù di logiche politiche e che in virtù di esse arriva anche a mutare il significato oggettivo di collusione, ha ragione, ha di fronte il più grande giustizialista del mondo. E lei ha ancora ragione quando dice che quelle di Capodicasa e Crisafulli sono frequentazioni diverse da quelle di Cuffaro. Badi, lo dico con una forte dose di sarcasmo: il governatore frequentava l'ing. Michele Aiello, prestanome di Provenzano; Capodicasa frequentava e intrattiene rapporti di amicizia con il favoreggiatore di Riina e Crisafulli dialogava da grande amico con il capomafia di Enna. È proprio una bella gara. Mi sottraggo, per dignità personale, dal pesare la mafiosità di ognuno degli individui citati. Sarebbe veramente ridicolo. Inoltre, gentile Napoli, io non ho mai detto che Capodicasa è un colluso con la mafia; non mi metta in bocca parole non mie, non mi piace questo modo di fare e di insinuare, è scorretto. Montalbano è colluso. Capodicasa è solo amico di un colluso, e per lei questo non è grave. Ecco il dato fondamentale da sottolineare e che sono riuscito ad estrapolarle. Lei dice, cito testualmente, per chi fa politica in Sicilia e, per questo, parla con migliaia di persone, incontrare qualcuno che possa rivelarsi affiliato a cosa nostra è cosa tutt'altro che improbabile. Non esiste, caro signor Calasanzio, un "albo" pubblico degli affiliati a cosa nostra che consenta di poter escludere dai propri incontri tali soggetti. Sarà felice di sapere che lei usa una tesi fortemente cuffariana. Si può venire a contatto con chiunque facendo politica di altro livello. Sostenete le stesse argomentazioni, quindi perché gli fate la guerra sui suoi guai con la giustizia? Non prendiamoci in giro, gentile Napoli: non si tratta di incontri fortuiti, e lei lo sa bene, ed è bene che tutti quelli che vogliono sapere sappiano. Non usiamo trucchetti e retoriche di scarso valore e non giriamoci troppo attorno: Capodicasa intratteneva e intrattiene (parole dell’ingegnere) rapporti continuati e duraturi con l’Ing. Montalbano, che in gergo si chiama amicizia. Può capitare, semmai, quello si, nella vita politica di un esponente tanto importante, di stringere per sbaglio la mano ad un colluso, di avere presentato un mafioso e magari di trovarsi allo stesso tavolo durante un banchetto. Ma i due erano amici, sia chiaro e lo dica. Le ricordo, non sia mai che ciò fosse trascurato, che il viceministro Capodicasa, la sera che fu eletto presidente della regione, nel 1998, festeggiò con Montalbano all’Hotel della Valle di Agrigento. Non lo chiamerei incontro, lei cosa dice? Poi dice Tanto per farle un esempio, durante il tour elettorale nella prima sfida con Berlusconi, lo stesso Prodi partecipò ad un incontro con tutti i dirigenti della provincia, che si svolse, legga bene, proprio a Torre Macauda.

Io non mai detto, egregio Napoli, che tutti quelli che frequentavano Torre Macauda erano mafiosi, quindi il suo esempio è fuori luogo. Il fatto che la magistratura abbia accuratamente vagliato gli episodi a cui lei si riferisce non trovando elementi utili neanche per un'incriminazione o un rinvio a giudizio, non significa per lei nulla?

Con queste parole lei raggiunge l'apice e mi sottrae l'onere di una spiegazione. Lei usa parole che sono completamente opposte a quelle che usava il giudice Borsellino al riguardo: “L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Credo basti così. Non serve aggiungere altro. Non la fa riflettere?

Mi permetta di osservare che il suo concetto di moralità, legalità e trasparenza mi fa un pò paura: è lo stesso atteggiamento per cui, non molto tempo addietro, bastava un semplice sospetto per mandare alla ghigliottina chiunque risultasse scomodo o ingombrante.

Non si preoccupi, il mio concetto di legalità fa paura a molti. E la capisco: mi rendo conto che è da extraterrestre chiedere attenzione, chiedere ad un politico di non intrattenere amicizie con gente collusa con la mafia, di vagliare dieci volte i propri rapporti personali perché, rivestendo cariche istituzionali, rappresenta un popolo, non solo se stesso. Le ricordo, gentile Napoli, che Montalbano si vanta ancora di intrattenere un amicizia con Capodicasa. La chiama “buona frequentazione”. Allora le cose sono due: o Montalbano mente, e allora andrebbe immediatamente querelato, o Capodicasa evidentemente (adesso sa che il suo amico era vicinissimo a Riina) se ne infischia e questa amicizia davvero si protrae. Mi dica lei, sicuramente sarà più informato di me. Poi, gentile organizzatore dei Ds in Sicilia, noti bene che io non lancio accuse. Io leggo, mi informo e poi chiedo chiarimenti ad un governo che io ho contribuito ad eleggere. Questo è stato di diritto. Vuole privarmene o consigliarmi di non farlo? Chiedere non ha mai fatto male a nessuno. Non rispondere o mentire qualche volta si.

Crisafulli e Capodicasa avranno anche responsabilità politiche e possono anche aver commesso errori, ma, allo stato attuale, non vi è alcun elemento fondato che possa portare ad esprimere un giudizio negativo sulla loro moralità o sulla loro trasparenza. Ma lei si rende conto della gravità di quello che dice? Crisafulli parlava di assunzioni e affari con un capomafia e lei dice che va tutto bene? A me è questo concetto che fa paura. Lei, e presumo il partito siciliano, ha tollerato quello che è stato fatto da Crisafulli, tanto è vero che lo avete inserito in lista alle politiche del 2006 destinandolo ad elezione certa. Di questo, secondo lei, cosa pensano quelle famiglie che hanno subito lutti di matrice mafiosa? Vedendo che un vostro deputato frequentava un membro di quella organizzazione mafiosa causa di quel lutto? Credo siano domande da porsi, perché le sue parole sono sconcertanti, al limite della decenza, mi perdoni. Non conosco le sue idee politiche, anche se ho la sensazione che lei non sia, come vuol far credere "super partes" o disinteressato. Per concludere, lei non poteva che rispolverare un classico, creato da Berlusconi ma a quanto vedo apprezzato anche a sinistra. Se io fossi di estrema destra, o radicale, o monarchico, o neo fascista, che importanza avrebbe? Ho citato dei fatti precisi, che per fortuna la gente legge ed analizza autonomamente, senza impiegati di partito che alleggeriscano la portata di tali eventi. Le ho chiesto delle spiegazioni e lei me le ha date. Sarà la gente comune, quella che ha un semplice diritto di voto a decidere se sono state esaustive o se le considererà, come me, allucinanti. Comunque, per sua curiosità personale, guardi tra le tessere del partito degli anni passati, magari troverà un mio omonimo, un ex attivista dei Ds e della Sinistra Giovanile, che per fortuna adesso non fa più parte del partito, di nessun partito. Perchè ha capito che avete ottiche troppo diverse, perché la sua fame di giustizia e di legalità per voi è estremismo, è ghigliottina. Perché il suo ribrezzo nel vedere uomini politici dialogare con dei boss per voi è spiegabile come semplice inconveniente, un incidente di percorso. E un’amicizia con gli stessi non è fuori luogo. Perché dove sta questa gente, quell’ipocrita studente amante della legalità e della giustizia non può stare, fisiologicamente, per formazione personale, per trascorsi. La sua lettera, di cui la ringrazio, è stata davvero illuminante per me. Ho capito da chi stare lontano, chi di certo non votare. Chi tollera queste vicinanze per me è responsabile alla pari di chi, di queste vicinanze si rende protagonista.

Ringraziandola della sua risposta,

Benny Calasanzio

14 Comments:

Anonymous Oliviero said...

Hai tutto il mio appoggio nella risposta alla lettera!
La logica che continuamente cercano di far passare è allucinante! Al punto in cui siamo direi che la ghigliottina andrebbe bene. Nel senso che si potrebbe avere qualche "danno collaterale" ma con la quasi certezza di fottere il 99,9% di quelli che davvero lo meritano!
Saluti

7/27/2007 5:17 PM  
Anonymous Adriano said...

Solita storia...non rispondono mai e quando rispondono manifestano tutta la loro arroganza.

Non so se qualcuno ha visto quel filmato di Piero Ricca in cui volendo manifestare davanti a un comizio dei DS viene aggredito dai "camerati del partito" (d'altronde come dice Fassino: "lei (PIERO) ha un tono cosi aggressivo che se le tira le mani addosso").

Il Paese non deve avere voce, si deve limitare a quella pantomima delle elezioni, i cui eletti vengono scelti dal partito non dagli elettori; la motivazione della fine dell'elezione diretta dei candidati si diceva fosse per assicurare uguaglianza tra i candidati che non avevano uguali mezzi e per GARANTIRE CHE NON VI FOSSERO INGERENZE DELLA CRIMINALITA ORGANIZZATA. Peccato poi il partito scelga accuratamente i suoi rappresentanti tra GLI AMICI DEI MAFIOSI. Complimenti adesso avete cambiato il nome in Partito Democratico...aspettiamo il cambiamento dei vertici che hanno disilluso le aspettative di noi votanti (la lettera dimostra chiaramente il fallimento e la solidarietà non con gli elettori ma sempre tra "unti dal Signore").

7/27/2007 10:51 PM  
Anonymous Dario said...

"Non conosco le sue idee politiche, anche se ho la sensazione che lei non sia, come vuol far credere "super partes" o disinteressato, ma mi auguro che, in futuro, possa riflettere meglio, prima di inoltrarsi in giaculatorie così gravi come quella che ci ha inviato e che ha inviato al Presidente del Consiglio"...

Vergogna a quanto vedo il Berlusconi-pensiero si è impossessato del mondo Politico. Spero che la risposta che lei ha dato sia una risposta personale e non data come rappresentante in quel caso del mio ex-partito.
Se lei vuole solo questioni semplici, domande discrete, giornalisti ammaestrati, cambi mestiere oppure può sempre fondare un suo Partito, avvalersi di personaggi amici di mafiosi, prendere come suo stalliere Mangano e chiamarlo Forza Sicilia...su scenda in campo la Sicilia è sempre pronta ad accogliere chi non condanna in tutto e per tutto Cosa Nostra, chi la nasconde, chi è sempre pronto a offuscare il fenomeno mafioso con la storiella della buona fede (ha chiesto al suo compagno se la sua amicizia con un mafioso è super partes o DISINTERESSATA???).

7/27/2007 11:09 PM  
Anonymous deinosuchus said...

Esiste anche la possibilità, che lei non contempla, che si possa ignorare che la persona con la quale si parla, condivida interessi e legami con la mafia.
Enzo Napoli Responsabile organizzazione DS Sicilia.




Crisafulli, Vladimiro/Ds


Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d'ufficio nell'inchiesta su Messina Ambiente. Una telecamera nascosta in un hotel di Pergusa, inoltre, il 19 novembre 2001 registrò un suo incontro con un boss mafioso, Raffaele Bevilacqua, GIA' LATITANTE, ARRESTATO E CONDANNATO IN PRIMO GRADO PER MAFIA. Il politico diessino, a margine di un congresso, discuteva tranquillamente con il boss di politica locale, affari e appalti. Per questo Vladimiro Crisafulli, detto Mirello, è stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa.

Da http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html



Crisafulli e Capodicasa avranno anche responsabilità politiche e possono anche aver commesso errori, ma, allo stato attuale, non vi è alcun elemento fondato che possa portare ad esprimere un giudizio negativo sulla loro moralità o sulla loro trasparenza.
Enzo Napoli Responsabile organizazione DS Sicilia.


Indagine archiviata nel febbraio 2004, perchè quel colloquio non portò alcun beneficio concreto a Cosa nostra. Resta però [dalla richiesta di archiviazione della procura di Caltanissetta] "dimostrata da parte di Crisafulli la disponibilità a mantenere rapporti con il Bevilacqua, accettando il dialogo sulle proposte politiche dello stesso, ascoltando la sua istanza e rispondendo alle domande sulle possibili iniziative politico-amministrative, in particolare in materia di finanziamenti e appalti". "Crisafulli appare disponibile a esplorare con Bevilacqua l'area delle ipotesi strettamente politiche nel territorio e, in parte, ad addentrarsi nell'area grigia dell'affarismo politico-elettorale". Quell'incontro e altri che seguirono costituiscono, secondo la procura, "un complesso di contatti e disponibilità al dialogo di inquietante valenza". "La pubblicità dell'incontro... enfatizza in tutti i presenti al congresso l'idea di stabili contatti mafia-politica, con ovvio vantaggio per la prima".
Da http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html

7/28/2007 12:08 PM  
Anonymous Zoro said...

Gentile Enzo Napoli
Terminata la sua lettera spero l'abbia riletta ad alta voce...dopo si sia asciugato la bocca con abbondante carta igienica e tirato lo sciacquone...per la serie facce come il c**o

7/28/2007 1:29 PM  
Anonymous maria rosa said...

La "Lezione di Mafia" di BORSELLINO vale anche per i POLITICI di OGGI che intrattengono rapporti "telefonici" con persone "poco raccomandabili" che "manovrano e controllano"gli AFFARI bancari e il DENARO PUBBLICO?

http://video.google.com/videoplay?docid=-1329717566168357993&q=BORSELLINO
In questo video Borsellino tiene una "LEZIONE DI MAFIA" presso l' Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa e colpiscono molto queste AFFERMAZIONI:
-L' Equivoco su cui spesso si gioca è questo.
Si dice:-"Quel politico era vicino al mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con...."
PERO' "la Magistratura non l'ha condannato",
QUINDI -quel politico è un uomo onesto!.
QUESTO NON VA! perchè la Magistratura fa indagini di carattere "giudiziale" e non sempre ci sono le prove che consentono di dire che :"QUEL POLITICO E' UN MAFIOSO".
Ci sono dei SOSPETTI, anche GRAVI, ma non la certezza giudiziale....
ANCHE se NON CI SONO LE PROVE ...c'è un GROSSO SOSPETTO ..in quanto da altre INDAGINI , da altri organi , altri poteri , politici, amministrativi , comunali,...
... sono emerse le VICINANZE tra il POLITICO e il MAFIOSO
che non costituivano REATO ma che "rendevano il politico INAFFIDABILE".
Dobbiamo sentirci protetti da questo Governo dello STATO?
Il resto lo lascio a voi.

7/28/2007 4:42 PM  
Anonymous Anonimo said...

Le parole del gentile Napoli sono travisate di buon senso e cariche di ipocrisia e sostanziale passività allo status quo.

Egli appartiene ad un altra era geologica.

Napoli è un meccanismo di partito. E in Italia e men che meno in Sicilia non ne abbiamo bisogno, caro Benny.

No Autodafè.
A volte sarà difficile smontare concetti che sembrano granitici.
In questi casi la filosofia ti consente di comprendere che si tratta di cartone.

Smettessero di rompere i coglioni con sta storia del principio di legalità formale.

La mafia è mos. E il mos va combattuto.

Fanculo al Gentile Napoli.
Complimenti, continua così.

7/28/2007 4:47 PM  
Blogger giuaugello said...

Benny con questi tuoi post rafforzi sempre di più il mio non voler rimanere in silenzio.
Non cambiare mai.... continua la tua lotta la nostra lotta.

7/28/2007 6:46 PM  
Blogger Benny Calasanzio said...

Grazie a tutti della vostra vicinanza. A volte si ha l'impressione di rimanere da soli, di fronte agli ingranaggi di un partito compatto ti senti come ... solo. Invece so che c'è gente come voi che se ne fotte dei partiti e delle gerarchie e dice quello che pensa. Grazie a tutti, di cuore.

P.s. non diamo adito a polemiche. Evitate di insultare, ci sono altri modi per fargli capire che sono su un altro pianeta, e noi li conosciamo bene.

7/28/2007 9:30 PM  
Anonymous Anonimo said...

Certa gente è da prendere a sberle! Cmq rispondono tutti così i politici ormai. ke sono su un altro pianeta nn ci sono dubbi. anke io ho visto il video di ricca quando i diessini nn volgiono farlo parlare e lo minacciano, gli tolgono ancke il egafono ecc. ecc. Facciamo capire a qst politici del caz.. ke li teniamo d'okkio e sappaimo ki sono. forza ragazzi!
ciao. Salvo da Agrigento

http://tgweb.ilcannocchiale.it/

7/29/2007 7:10 PM  
Blogger Barro said...

Grande Benny, continua così!

7/30/2007 12:46 AM  
Blogger jim said...

mi unisco al coro di quelli che fanno i complimenti a Benny Calasanzio.

La lettera del politico era un sunto di "IPOCRITA politichese".

La risposta civile ed intelligente di Benny va applaudita e studiata.

Bisogna reagire all'illegalità ed alle astuzie verbali di questi politici "vecchi".

Loro vogliono voti, vogliono potere, vogliono soldi, se ne fottono della gente, della cosa pubblica, della moralità.

Stringerebbero alleanze pure col Diavolo, se esistesse.

La mia paura è che le persone oneste, in questo giro, non le fanno nemmeno avvicinare.

Come faremo a cacciare via dall'Italia questa gentaglia????

Con l'intelligenza dei vari Benny, Grillo, Ricca, Travaglio!!!!

7/30/2007 12:37 PM  
Blogger Giuseppe Pandolfo said...

Sono perfettamente d'accordo con te Benny, e mi fa piacere che affronti tale abietto tema con questa forte grinta.

Io credo che quello che stai facendo sia un dovere di TUTTI, in quanto un domani nessuno dovrà permettersi di affermare che siamo stati ciechi e vili di fronte al degrado della nostra politica.

7/30/2007 2:28 PM  
Blogger Uno degli amici dell'uni said...

Sei un gallo.
Avanti a tutti i Dipietristi.
Ci vuol poco per fare molto.
Dobbiamo essere in tanti.
Onore al blogger autore di codesto blog.
Tornerò spesso a leggerti.
Questa è la sicilia che amo.
Alain, Varese

7/31/2007 11:55 PM  

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