martedì, marzo 06, 2007

Tranquilli, sono tranquillo


Un giorno gli dissero "Ma come fa a smitizzare la mafia in TV davanti a due familiari di vittime di mafia che possono testimoniare che la mafia non è un mito?" Si arrabbiò. Anche in barba alla grammatica: si può smitizzare un mito, non un non mito. La mafia di certo non è un mito quindi grammaticalmente non si può smitizzare. Quella volta la carta "simpatia" pianificata assieme ai suoi consiglieri nello studio di Anno Zero fallì miseramente nella vergogna di una penisola intera. Riflettendo si poteva intuire che di fronte ad accuse ben precise e documentate (quelle di Marco Travaglio) l'unica via era appunto sviare. Ma se Napoleone D'Arcore, il più grande bugiardo della storia ci riusciva egregiamente, Muffin naufragò nell'imbarazzo dei suoi peones. Ad oggi risale il secondo tentativo zelighiano di Muffin. Per presentare una puntata su una rete provinciale chiamata appunto "Opinioni", sinonimo di "vero giornalismo" e presagio di domande indiscrete e scomode. Domande che ogni giornalista non italiano farebbe in qualsiasi trasmissione ad uno indagato di essere fianchieggiatore della mafia. In studio c'è Muffin con un compare, entrambi con la coppola, rieminiscenza orgogliosa della prestazione santoriana. Parlano dei problemi che l'indagato affronta nel suo ruolo di presidente della regione. Di questo governo Prodi che non vuole fargli realizzare gli inceneritori cancerogeni, il ponte istabile e inutile e altre approfondite analisi sui divieti del governo centrale. Avrebbe potuto parlare dei giudici che non gli consentono di incontrare i mafiosi in santa pace e di non lasciare ritoccare i tariffari agli imprenditori amici. E allora blatera su una guerra all'America per diventare parte degli Stati Uniti d'America. Ironia da 5 centesimi. Proprio brutta. Però legittima. Ai livelli di "Io pago". Mai potrei pensare di criticare l'ironia sull'attualità, io che ne faccio uso quotidiano. Anzi, diciamo che io la alterno al sarcasmo: sono più raffinato del mio allievo Muffin. Un presidente della regione è libero di andare in tv a fare il comico. Non c'è nessuna legge che lo impedisce e, alla fine non è nemmeno eticamente e moralmente scorretto, anche se va ad interpretare lo stereotipo mafioso. Sono scelte. Certo, non riesco ad immaginare Marrazzo o Galan o Formigoni che fanno i giullari, ma questo non vuol dire nulla. Quello che mi lascia sbigottito di fronte allo scarso siparietto è la spensieratezza di Muffin. Quello che scherza di fronte le telecamere è un uomo indagato per reati gravissimi. Di collusioni con la mafia. Roba che quando io ho preso la multa per divieto si sosta sono stato in senso di colpa per una settimana. Roba che risale ad una settimana fa l'ultima di una serie di intercettazioni dove diversi boss parlano di lui. Come fa ad essere così tranquillo con accuse così infamanti che gli pendono sulla coppola? Le reazioni politche sono state spropositate e demagogiche. I DS siciliani con Tonino Russo, segretario siciliano: "Cuffaro interpreta in tv la macchietta del padrino con sorprendente naturalezza: indossa la coppola, parla in dialetto e rispolvera la chimera indipendentista del bandito Salvatore Giuliano". E ancora: "Pensa a come risolvere i problemi della Sicilia e non dimentica un affettuoso riferimento alla sua famiglia. Resta solo un dubbio: e' una fiction o un reality?" Questa è esagerazione in puro stile berlusconiano. Era una gag, di pessimo gusto, scadente e per nulla divertente. Ma era una gag. Soprattutto perchè ricordo che i DS non spesero una parola a condanna della parole di Vladimiro Crisafulli, loro deputato frequentatore di boss mafiosi, che il giorno dopo Anno Zero disse ai deputati siciliani del centrodestra "Grande Totò, è stato un grande"; corsi e ricorsi storici, o tutto o nulla cari compagni. Qualcuno potrebbe rispondere al mio interrogativo dicendo che è sereno perchè è sicuro di essere assolto perchè non ha commesso nulla di male. Lecita la risposta, ma ridicola. Cito Travaglio dal suo ultimo libro, "La scomparsa dei fatti": "[...] quei raporti esistono e non dovrebbero esistere e chi li intrattiene non dovrebbe più ricoprire alcuna carica pubblica. Se poi quei rapporti siano reato o meno, se gli elementi che li dimostrano siano sufficienti per integrare una fattispecie prevista dal Codice Penale è questione che riguarda i diretti interessati ai processi. La presunzione d'innocenza sancita dalla Costituzione non c'entra nulla: è un principio giuridico sacrosanto che attiene al processo e all'impossibilità di considerare una persona colpevole di un reato prima della condanna definitiva. Ma, per considerare una persona amica della mafia non è necessario attendere nè il rinvio a giudizio nè la sentenza di primo grado nè tantomeno quella della Cassazione. Bastano i fatti documentati". Certo che la prende bene per essere indagato come favoreggiatore di assassini, estorsori, sequetratri, stragisti, corruttori, torturatori! Bravo Totò, goditi la vita, "chi vuol esser lieto, sia di doman non c'è certezza".

Dimenticavo la chicca: il link al video

3 Comments:

Anonymous Oliviero said...

La maledetta lentezza della giustizia italiana!
Ma quand'è che viene processato questo Cuffaro e, possibilmente incarcerato???

3/06/2007 7:22 PM  
Blogger jim said...

Dedicato a personaggi come Piero Ricca, Marco Travaglio, Gino Strada, Beppe Grillo, Benny Calasanzio, Daniele Luttazzi, Luciana Littizzetto, Dario Fo, Antonio Di Pietro, ecc. ecc. :
“Profeti del tempo. Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà” (F. Nietzsche).

3/07/2007 11:12 AM  
Anonymous Anonimo said...

questo è il testo di un esiliato da napoli, daniele bello, "La distruzione di Napoli".

"Questa è la Parola che il Vivente, il Signore dei mondi,
L’ Onnisciente, l’Onnipotente rivolse a Daniele:
“Raccogli la Spada con cui ti uccisi, figlio dell’uomo,
Brandiscila con decisione; rivolgila contro i ribelli.
Non guardare in faccia a nessuno, non temere nessuno:
Solo Me, Parola del Signore, devi temere.

Tu conosci, figlio dell’uomo, la mia terrificante Potenza;
Sai che tutto ho fatto senza fatica alcuna:
Con un lieve Soffio delle Mie Labbra.
La più piccola particella e le stelle tutte
Il moscerino e l’universo sono opera Mia!
Anche ciò che gli uomini chiamano natura obbedisce,
Serve e loda Me. Ogni cosa mi dà gloria,
Ogni cosa è sottomessa alla Mia Maestà!
Io do la vita ed Io la prendo.
Da Me viene il bene, la prova ed il castigo.
Sono in ogni dove… vicino, non lontano come dicono:
Io aderisco ad ogni creatura!
Tutto vedo, Parola del Signore,
Non lascio impunita nessun ' ingiustizia,
E prontamente soccorro il misero che mi invoca.

Queste cose tu le conosci per averle intraviste appena…
Ricordi? Ne fosti accecato e atterrito fuggisti via da Me.
Adesso vieni fuori dal ventre buio dove ancora ti nascondi,
Va, non rimandare oltre e annuncia la Mia ira
Alla città fetida di corruzione. Parola del Signore”.

Rispose tutto tremante: “Che strumento difettoso…
Oh Signore, ti sei scelto! vado.”


Ascolta, sudicia città, il ruggito del Signore:
“Napoli, ancora un tempo e sarai distrutta!
Oltre non terrò a freno il Mio sdegno.
Da troppo, scellerata, tenti la Mia pazienza .

Farò di te un esempio ed un monito per le genti:
Tutti sapranno quanto è terribile finire nelle Mie mani!
Forse si convertiranno, i popoli, vedendo il tuo castigo;
Si pentiranno… beati quelli che si convertiranno…
Perché è prossimo a venire il Giorno del Giudizio,
Perché volge al termine l’Anno di Grazia!

Quanto a te, megera, dimmi:
Di cosa ti vanti sprezzante ed altera?
Dov’è la tua bellezza? E dove
La giovinezza che millanti nel tuo nome?
Desolazione, questo è il tuo vero nome.
Ipocrita, come ti ha ridotta la tua noncuranza…
Eppure hai visto da vicino, e più volte,
Quanto è distruttivo il Mio rimprovero, non ricordi?
Ma invece di trarne insegnamento hai continuato
Ad errare per le tue oscure, strette e contorte vie:
Dove non vi è che oppressione, danno,
Sopraffazione, omicidio, e male di vivere. E mentre
Nelle tue viscere ammalavi ed imputridivi,
Hai continuato a recitare la parte della sirena
Spensierata e gioiosa.

Ma adesso basta! Invano ho atteso la tua conversione,
E’ giunto per te il momento della verità:

Hai colmato la misura dei tuoi peccati,
Che sono i peccati del mondo,
Che, Io, Parola del Signore, presto giudicherò!

Il mondo, infatti, segui non Me:
Gli dei del mondo veneri, e Me nomini invano.
I loro comandamenti metti in pratica, e disprezzi i Miei,
Pagana sei nata e pagana sempre ricadi!

Per questo io disprezzo te, Napoli, moderna Gomorra.
Odio le tue feste sacre tutte
Disprezzo il culto che presti alle statue di legno e di gesso.
Aborro i tuoi carri, i tuoi gigli, i pali sacri e i presepi
Odio le tue processioni, i botti e i fuochi d’artificio
E quel miscuglio di ignoranza, malafede,
Superstizione e spavalderia che chiami tua tradizione.

Non è sacro ciò che si sporca con il profano!
Paganesimo il tuo sentimento religioso;
Orge le tue feste sacre: piene d' abbuffate impure,
Di commercio illecito, di affari sporchi.
Occasioni per servire “mammona”,
Per soddisfare i peggiori vizi: per commettere adulteri.
Per darsi all’alcool, alla cocaina…
E poi alterchi, sopraffazioni, liti, bestemmie ed omicidi.

E chi tutto questo non commette,
Vive questi giorni con cuore ipocrita, considerando
Le Mie feste, solo antiche e vuote tradizioni.

Pochi operano per la pace e la concordia
Pochissimi meditano e pochissimi digiunano,
Pochissimi pregano di tutto cuore!

Se queste cose accadono nei giorni in cui si dovrebbe ravvivare
La memoria di Me, Parola del Signore, il ricordo della Mia Santa Legge…
Nei giorni in cui tutti dovrebbero fare penitenza e presentarsi al Mio Cospetto
Pieni di contrizione, implorando il perdono e la Mia Misericordia…
Che succede nei giorni che fanno numero?
Ah sciagurata, non ti accorgi che l’immondizia che ti soffoca,
Riflette la sporcizia della tua anima?
Anche se riuscissi a liberarti da questo vergognoso flagello,
Sarebbe ben poca cosa: perché è il tuo cuore ad essere impuro!

Per questo, misera, nelle tue vie regna il caos.
E non vi è pace perché non vi è giustizia, e non vi è giustizia
Perché non vi è Fede. E non c’è nessuno che la promuova con ardore,
Nessuna che la difenda con tutto se stesso!
Dove sono i sacerdoti, perché non profetizzano?
Perché non tuonano le Mie Parole? Sono tiepidi i sacerdoti,
Medici delicati e pietosi o pastori che temono troppo i lupi
Quando non sono lupi essi stessi!
Dov’è il timoniere, perché va alla deriva questa nave?
Cosa fanno i governanti?
Quando non sono corrotti e corruttori, quando non sono rei di concussione,
Quando non sono collusi con la criminalità organizzata…
Sono degli incapaci o dei vili!
Che si occupano di problemi marginali, e assicurano quel minimo
Di ordine pubblico per salvare la faccia!
Ma trascurano le emergenze più gravi della città
Scaricando la responsabilità l’uno sull’altro.

E cosi’ il tuo popolo, Napoli, è lasciato a se stesso,
Senza guida, senza luce…
Sempre scorrazza per le strade alla cieca, seguendo il proprio
Fallace arbitrio, ramingo, ansimante, disperato.
Preda di ladri, furbi d' ogni sorta, gente di male affare;
Sfruttatori, usurai, assassini efferati.
Intimidito, sfruttato, oppresso da questo mostro, la camorra,
Fatto d' uomini senza onore, sciacalli, avvoltoi
Che approfittano dello stato di abbandono in cui versa la propria gente.
Pochissimi li hanno contrastati davvero, ed essi sono diventati potenti.
Ricchi e temuti; indisturbati attendono ai loro sporchi affari.
Notte e giorno s' industriano per aumentare i loro tesori,
Moltiplicando i loro delitti e devastando il territorio.
Si fanno beffe delle leggi terrene, già imperfette, facili da aggirare;
Sono assolutamente inutili se non c’è chi vuole che si rispettino!

Così grazie all’ impunità la corruzione dilaga ad ogni livello.
La disonestà è la regola cui tutti si attengono:
I forti come i deboli, gli adulti come i giovani, gli uomini come le donne!
E poi discordia contese e risse ovunque
Soprattutto tra i giovani, scatenati, arroganti, temerari, senza rispetto per nessuno.
E le donne, dov’è la dolcezza delle donne?

La violenza insanguina le tue piazze, i tuoi vicoli…
I morti ammazzati sono centinaia l'anno:
Si sparano i camorristi per i milioni, e si sparano anche i giovani per futili motivi.

La terra è stanca di inghiottire fiotti di sangue
Ed è stanca della immondizia che la ricopre;
E’ stanco il mare di essere inquinato e di assistere
Ai tuoi traffici illeciti
E’ stanca l’aria d' essere insalubre…
E stanco sono Io, Parola del Signore di assistere alla tua agonia!
Si’, preparati a morire, Desolazione, che già sei malata terminale.
Dalla pianta del piede fino al capo è estesa la cancrena.
E’ pieno di piaghe sanguinanti il tuo corpo.
Ti darò il colpo di grazia. Parola del Signore, distruggerò
Te e la tua estesa provincia campana, che di felice non ha proprio nulla!

Nessuno sfuggirà alla mia vendetta:
Tremate tutti, uomini donne e bambini di Napoli…
Tremate anche voi, che credete di essere onesti, che pensate
Di non esservi macchiati di crimini: perché non avete rubato.
Perché non avete ucciso; ma che siete stati a guardare, e indifferenti
Avete goduto della vostra vita disinteressandovi di tutto.
Ebbene, tremate adesso spensierati, perché non siete innocenti:
Ve lo avevo detto, Parola del Signore: "O si è con me o contro di me"!

Tremate voi, soprattutto, grandi, ricchi e potenti.
Governanti corrotti e camorristi tutti: con voi non avrò nessuna pietà.

Anche con voi, Parola del Signore, entro in giudizio, sacerdoti tiepidi ;
Ma soprattutto con chi ha distolto il popolo dalla Mia Parola.
Tutti gusteranno il Mio castigo!

Solo un resto si salverà, come un orecchio o una zampa
Dell’antilope dalla bocca del leone.

3/18/2007 5:57 PM  

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